Chi arriva a Cava de' Tirreni tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate può sentire, all'improvviso, il rombo di decine di armi da fuoco antiche provenire dalla collina che domina la città. Non c'è nulla da temere: è il segno che la Festa di Monte Castello è cominciata, una tradizione che la comunità cavese rinnova da oltre tre secoli e mezzo e che, insieme alla Disfida dei Trombonieri di luglio, racconta molto dell'identità della valle metelliana.
Il voto del 1656
Nel 1656 il Regno di Napoli fu colpito da una violentissima epidemia di peste, che non risparmiò Cava. Secondo la tradizione, la parrocchia della Santissima Annunziata organizzò una processione verso la cima di Monte Castello per invocare la fine del contagio: da lassù il sacerdote benedisse la città con il Santissimo Sacramento. La peste si arrestò e i cavesi fecero voto di ripetere ogni anno quel gesto di ringraziamento. Dal 1657 la promessa è stata mantenuta ogni anno nell'ottava del Corpus Domini, e i festeggiamenti in onore del Santissimo Sacramento sono diventati la festa più sentita della città.
Come si svolge la festa
Il momento centrale cade il giovedì dell'ottava del Corpus Domini, cioè la settimana successiva alla solennità. Si sale al castello che corona Monte Castello, il Castello di Sant'Adiutore, e dai sentieri e dai parapetti dei ruderi i pistonieri fanno fuoco con i pistoni, armi ad avancarica simili agli archibugi, in segno di solennità. La fumata bianca che avvolge la collina e il rimbombo che scende sulla valle sono l'immagine più riconoscibile della festa.
Nei giorni successivi i festeggiamenti si spostano in città. I gruppi di pistonieri, che rappresentano gli antichi casali di Cava, si ritrovano con gli sbandieratori in piazza Duomo per ricevere la benedizione eucaristica, quindi sfilano in corteo lungo il corso storico, tra i portici che caratterizzano il centro, alternando le sfilate agli spari a salve. I costumi, i colori delle bandiere e la partecipazione di intere famiglie, dai bambini agli anziani, fanno capire che non si tratta di uno spettacolo per turisti ma di un rito collettivo sentito.
La Disfida dei Trombonieri e la Pergamena Bianca
Qualche settimana più tardi, di solito il primo fine settimana di luglio, Cava vive un secondo appuntamento legato agli spari: la Disfida dei Trombonieri, nata nel 1974. Ricorda un episodio del 1460, quando, durante la guerra tra Aragonesi e Angioini, la fedeltà dei cavesi al re Ferrante I d'Aragona fu ricompensata con un privilegio singolare: una pergamena firmata e lasciata in bianco, sulla quale la città avrebbe potuto scrivere le proprie richieste. I cavesi, per tradizione, non la riempirono mai, a testimonianza di una lealtà che non chiedeva nulla in cambio.
La rievocazione si articola in due momenti. Il sabato sera la città si trasforma in un borgo del Quattrocento con il corteo storico in costume; la domenica i gruppi di trombonieri dei casali, riuniti negli antichi distretti cittadini, si sfidano allo stadio comunale in una gara di tiro a salve giudicata sulla precisione e sulla sincronia degli spari. In palio c'è il drappo della vittoria, che per un anno resta al gruppo vincitore.
Viverla da vicino
Per chi soggiorna sulla collina del Toppo le due feste si seguono con facilità: il centro di Cava è vicino, e dopo la serata si torna nella quiete della campagna. Non è un caso che una delle camere de La Torretta bianca porti il nome di Monte Castello: la collina e la sua festa fanno parte del paesaggio e della memoria di questa valle.
Date e programmi cambiano ogni anno, perché la Festa di Monte Castello segue il calendario liturgico del Corpus Domini e la Disfida si organizza sul calendario estivo: per orari, percorsi dei cortei e modalità di accesso conviene consultare i canali ufficiali del Comune di Cava de' Tirreni, dell'Ente Montecastello e delle associazioni dei trombonieri.
Vivere la Festa di Monte Castello dalla collina del Toppo
Soggiornate a La Torretta bianca, a pochi chilometri dal centro di Cava de' Tirreni, e seguite i cortei storici tornando la sera nella quiete della collina, con vista sulla vallata metelliana.