Sono rare le sale da concerto che hanno come fondale il mare aperto. A Ravello succede ogni estate: sul belvedere di Villa Rufolo un palco sospeso nel vuoto accoglie orchestre, solisti e direttori, mentre alle loro spalle si apre il golfo di Salerno. Il Ravello Festival è una delle rassegne musicali di più lunga tradizione in Italia e, a circa 30 chilometri da Cava de' Tirreni, può diventare il ricordo più vivo di un soggiorno estivo.
Villa Rufolo, una dimora medievale
La villa fu costruita nel XIII secolo dai Rufolo, una delle famiglie più ricche e influenti della Ravello medievale, attiva nei commerci e nella finanza del Regno. Del complesso originario restano la Torre Maggiore, alta circa trenta metri, simbolo del prestigio della famiglia, e il chiostro, in cui si riconosce l'influenza dello stile arabo-normanno. Dopo secoli di decadenza, a metà Ottocento la villa fu acquistata dallo scozzese Francis Nevile Reid, che ne curò il restauro e ridisegnò i giardini a terrazze che oggi i visitatori percorrono fino al belvedere. La Torre Maggiore ospita un percorso museale che racconta la storia della villa e dei suoi protagonisti. Anche senza biglietto per un concerto, la visita diurna dei giardini permette di vedere da vicino gli spazi del festival e di capire perché questo luogo abbia colpito tanti viaggiatori.
Wagner e il giardino di Klingsor
Nel maggio del 1880 Richard Wagner visitò Villa Rufolo e annotò sul registro degli ospiti di aver trovato il magico giardino di Klingsor, lo scenario che cercava per il secondo atto del suo Parsifal. Quell'incontro ha segnato il destino del luogo. Nel 1953, in occasione del settantesimo anniversario della morte del compositore, nei giardini si tennero i primi concerti wagneriani con l'Orchestra del Teatro di San Carlo di Napoli: da quelle serate nacque il festival, che da allora ha ampliato il proprio repertorio alla musica sinfonica e da camera, al jazz, alla danza e agli incontri culturali, senza mai perdere il legame con Wagner.
Il palco sospeso sul mare
Il simbolo del festival è il palco del belvedere, costruito oltre il parapetto dei giardini, letteralmente sospeso sulla scogliera. Gli spettatori siedono nei giardini, i musicisti suonano con il mare e la costa alle spalle. Al tramonto la luce cambia di minuto in minuto e il paesaggio diventa parte dello spettacolo. La stagione si svolge in genere da luglio all'inizio di settembre, con un programma che alterna grandi orchestre, solisti e serate tematiche; i contenuti variano ogni anno e vengono annunciati dalla Fondazione Ravello.
Organizzare la serata da Cava
La distanza di circa 30 chilometri va misurata in tempo più che in chilometri: le strade della costiera e della montagna richiedono calma, soprattutto al rientro notturno. Conviene arrivare a Ravello nel tardo pomeriggio, passeggiare tra piazza Duomo e i vicoli del paese, visitare la villa e i giardini prima del concerto e poi prendere posto. Chi preferisce non guidare può valutare i mezzi pubblici, verificando però in anticipo orari e ultime corse, che non sempre coincidono con la fine dei concerti.
Dopo una serata di musica, rientrare sulla collina del Toppo significa ritrovare il silenzio della campagna. A La Torretta bianca il check-in si fa tra le 15 e le 20, quindi è possibile sistemarsi con calma prima di ripartire per Ravello nel tardo pomeriggio; su richiesta e a pagamento è disponibile anche un servizio navetta, di cui chiedere tratte e disponibilità alla struttura.
Programma, date, biglietti e modalità di accesso cambiano a ogni edizione: prima di organizzarvi consultate il sito ufficiale della Fondazione Ravello e i canali istituzionali del Comune di Ravello.
Una sera al Ravello Festival, una notte in collina a Cava
Ravello dista circa 30 km da Cava de' Tirreni: a La Torretta bianca trovate parcheggio privato gratuito, navetta su richiesta a pagamento e la quiete della collina del Toppo al rientro.