Cava de' Tirreni ha un compleanno preciso. Il 7 agosto 1394 papa Bonifacio IX emanò la bolla con cui le terre della Cava venivano elevate al rango di città. Dietro quella data c'è una storia iniziata quasi quattro secoli prima in una grotta ai piedi del monte Finestra, e un'altra che continua ancora oggi sotto i portici del centro storico. Ripercorrerla aiuta a capire perché questa città, tra Salerno e la Costiera Amalfitana, abbia un'identità così marcata.
Tutto inizia nel 1011: l'Abbazia della Santissima Trinità
Nel 1011 Alferio Pappacarbone, nobile salernitano di origine longobarda formatosi a Cluny, si ritirò a vita eremitica nella grande grotta Arsicia, alla base del monte Finestra. Presto altri lo raggiunsero, e accanto alla grotta nacquero una chiesa e un piccolo monastero: il primo nucleo dell'Abbazia della Santissima Trinità. Nel 1025 il principe di Salerno Guaimario III, insieme al figlio Guaimario IV, concesse ad Alferio la grotta e il territorio circostante, un atto da cui prende avvio anche il celebre archivio dell'abbazia.
Sotto l'abate Pietro I, tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo, la chiesa fu ampliata e la Badia uscì dalla dimensione locale, ponendosi a capo di una vasta congregazione monastica, l'Ordo Cavensis. Per secoli la vita della valle ruotò intorno al monastero, che ancora oggi, a circa quattro chilometri dal centro, custodisce un patrimonio documentario di grande valore.
Il 1394 e la bolla di Bonifacio IX
Con la crescita della popolazione e dei commerci, gli abitanti della Cava aspiravano a una piena autonomia, sia dalla città di Salerno sia dalle pretese feudali dell'abbazia. La svolta arrivò con la bolla Salvatoris Nostri, emanata da Bonifacio IX il 7 agosto 1394: le terre della Cava diventavano città, la Badia sede vescovile e la chiesa della Trinità cattedrale. Nel documento il papa descrive la comunità come fiorente per il gran numero di abitanti.
Quella data è rimasta nel cuore dei cavesi. Ogni anno, intorno al 7 agosto, la città celebra la propria nascita con una rievocazione storica della bolla pontificia: per date e programma conviene consultare i canali ufficiali del Comune e degli organizzatori.
Il borgo porticato, cuore commerciale della città
Mentre la comunità cresceva, il suo centro economico prendeva forma lungo l'antica strada che attraversa la valle. Il borgo Scacciaventi, già citato nei registri della Badia nel XII secolo, si sviluppò tra il Trecento e il Quattrocento come principale luogo di commercio della valle metelliana. Le botteghe si aprivano sotto i portici, dove le merci venivano esposte al riparo, mentre i magazzini si trovavano alle spalle.
Ancora oggi il borgo porticato, lungo il Corso Umberto I, è considerato il più esteso del Sud Italia. Passeggiando si notano pilastri ottagonali quattrocenteschi, archi cinquecenteschi, soffitti affrescati e facciate arricchite nei secoli successivi da elementi barocchi. È il luogo della passeggiata serale, degli incontri e dei negozi, e conserva l'impronta di una città nata come crocevia di scambi.
Dalla Città de la Cava a Cava de' Tirreni
Il nome attuale è molto più recente. Il 23 ottobre 1862, con un regio decreto firmato da Vittorio Emanuele II, alla città fu attribuita la specificazione de' Tirreni, su richiesta dell'amministrazione comunale. La scelta si rifaceva a un'antica ipotesi che identificava il primo insediamento della valle con Marcina, località citata dal geografo Strabone e legata ai Tirreni, cioè agli Etruschi: un'identificazione che oggi è considerata poco attendibile. Anche l'origine della parola Cava è discussa: potrebbe derivare dalla grotta Arsicia di Alferio oppure dalla via Caba, un antico tracciato di epoca romana.
Il legame con il 1394, però, resta forte nell'identità cittadina, tanto che l'espressione Città de la Cava 1394 è stata scelta nel tempo per dare il nome a diverse realtà locali. Porta lo stesso nome anche la casa vacanze Città de la Cava 1394 di La Torretta bianca, sulla collina del Toppo.
Soggiornare nella casa che porta il nome del 1394
La casa vacanze Città de la Cava 1394, a La Torretta bianca, richiama la data della bolla di Bonifacio IX ed è un punto di partenza per scoprire l'Abbazia e i portici di Cava.